Attenzione: in Italia 100 mila fisioterapisti abusivi

Giù le mani, soprattutto quelle di sedicenti fisioterapisti. Gli abusivi di questa professione in Italia sono circa 100 mila, il doppio di quelli veri (50 mila). E se per i professionisti è concorrenza ‘sleale’, i pazienti rischiano di trovarsi, spesso in buona fede, nelle mani di persone non competenti, che possono peggiorare già precarie condizioni di salute. Per questo l’Associazione italiana fisioterapisti (Aifi) ogni anno, in occasione della giornata mondiale della fisioterapia dell’8 settembre, promuove la campagna “Giù Le Mani”, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e informare pazienti e operatori.

L’iniziativa, giunta al quinto anno di vita, si conclude il 12 settembre con il “FisioDay”, un sabato di apertura straordinaria degli studi fisioterapici dove sarà possibile recarsi, previa prenotazione, per un consulto gratuito.

In questa settimana di informazione e consigli, vi sarà anche la possibilità di trovare li fisioterapista ‘vero’ più vicino a casa. Tutte le info sono disponibili sul sito aifi.net oppure chiamando il numero verde gratuito 800.03.60.77, attivo dal 7 all’11 settembre, dalle 15 alle 17.30.

Per non rischiare di cadere nelle mani sbagliare e sapere come riconoscere i professionisti veri, segnalare situazioni sospette, ottenere informazioni corrette, ecco 5 consigli fondamentali per evitare brutte sorprese:

1. Verificare il titolo di studio. Attualmente la professione può essere esercitata da chi è in possesso della laurea in Fisioterapia o titoli ad essa equipollenti o equivalenti con decreto del ministero della Salute.

2. Verificare che il titolo di studio sia stato rilasciato in Italia e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal ministero della Salute.

3. Verificare l’eventuale iscrizione ad Aifi (l’associazione dei fisioterapisti rappresentativa per decreto ministeriale): anche se non è obbligatoria costituisce un ulteriore elemento di conferma di trovarsi di fronte a un fisioterapista qualificato.

4. Verificare che venga richiesta la visione della documentazione clinica esistente durante la visita fisioterapica.

5. Chiedere sempre il rilascio della ricevuta fiscale, senza Iva, in caso di prestazione effettuata da un libero professionista.

FONTE: (adnkronos)

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